Torno al lavoro: dove metto i figli?

Spesso le scuole materne e ancor prima gli asili nido non offrono soluzioni soddisfacenti ed economiche alle mamme che lavorano. E allora, quali sono le alternative più interessanti e meno dispendiose per i genitori dei tempi moderni? Le soluzioni, come spesso succede, arrivano dal Nord Europa.
Baby sitter condivisaOltre a abiti, giocattoli e accessori per l’infanzia, anche in Italia si comincia a condividere la baby sitter.Questo tipo di scambio è molto apprezzato.Ma si può fare di più, dividendo anche la baby sitter.L’iniziativa si chiama «baby sitter sharing», e c’è anche un sito, www.sitter-italia.it, che mette in contatto i genitori che possono così suddividersi le spese per l’assistenza dei bambini.Come funziona la baby sitter condivisa?
Il sistema funziona così: i genitori possono registrarsi gratuitamente e andare alla ricerca della baby sitter nella zona di riferimento, visionandone la foto, il curriculum, la disponibilità, le lingue parlate, le eventuali referenze, le mansioni.
E possono inserire il proprio annuncio indicando l’età e il numero dei bambini da accudire, gli orari e l’area in cui è richiesta la prestazione.Vantaggi e svantaggi
Diversi sono i vantaggi offerti da questa soluzione: da un punto di vista economico, ovviamente, ma anche educativo, i bambini infatti hanno occasione di vivere nuove esperienze, condividendo spazi e giochi.
Lo svantaggio può essere legato al fatto che non si ha una tata a propria disposizione, quindi bisogna armonizzare i bisogni, gli orari e le abitudini di tutti quelli che partecipano alla spesa: i bambini verranno seguiti tutti insieme. Infine chi mette la casa a disposizione dovrà mettere in conto di trovare un po’ di sporco e disordine a fine giornata.
 
Dividere è diventata la parola d’ordine: bike sharing, car sharing, bus sharing. Lo scorso anno il 52% degli americani ha scambiato o prestato dei beni, in Inghilterra il 64%. In Italia, secondo la ricerca di Duepuntozero Doxa, anche se solo 13 italiani su 100 hanno dichiarato di usare il servizio di sharing, 70 hanno affermato di conoscerlo: un milione in più rispetto all’anno precedente.
Tagesmutter: chi è e come funziona?
Questa soluzione arriva dalla Germania, Paese in cui tale figura è presente ormai da parecchi anni. Ma chi è? Si tratta di una persona, generalmente una donna, quasi sempre mamma, qualificata come un’educatrice, che accoglie a casa sua un piccolo gruppo di bambini.
Cosa significa il termine tagesmutter? è una parola tedesca e significa “mamma di giorno”. Infatti questo servizio è nato nei Paesi del nord Europa e si è diffuso in Italia dal 2004.Come funziona il servizio?
La tagesmutter può ospitare nella propria casa al massimo 5 bambini contemporaneamente.
Il servizio non ha orari predeterminati, ma vengono concordati con la tagesmutter in base ai bisogni dei genitori. Si pagano solo le ore utilizzate.
In cosa si differenzia rispetto al nido e alla baby sitter (o nonni)?
Il bambino viene seguito da una figura che per lui diventerà un riferimento importante, come una tata o un nonno, si tratta però di una persona professionalmente formata (e in costante aggiornamento).
Come al nido, il bambino non sarà solo, ma condividerà le giornate e le attività con altri piccoli, in modo da avere una prima socializzazione.
Però il gruppo sarà molto ristretto, con il vantaggio che in un microgruppo la diffusione delle malattie è sicuramente inferiore. Inoltre l’ambiente è quello famigliare di una casa.
Altro aspetto peculiare del servizio è che ogni singolo bambino viene seguito nel rispetto dei suoi tempi e delle sue abitudini, continuando la linea educativa del genitore grazie a uno scambio continuo di informazioni tra la tagesmutter e la famiglia.Che garanzie di qualità hanno i genitori?
La tagesmutter non opera isolata, ma in accordo con una cooperativa tramite un contratto che garantisce diritti e doveri. I controlli della coordinatrice sono a sorpresa (la pulizia, gli alimenti) e gli interventi della psicopedagogista sono regolati da incontri mensili: vengono suggerite e monitorate le attività, elaborati dei percorsi educativi individualizzati.
Inoltre, tramite la cooperativa di tagesmutter c’è sempre a disposizione delle famiglie un equipe di esperti.Conclusioni
Sia la baby sitter condivisa che la tagesmutter rappresentano alternative interessanti alle strutture come gli asili nido.
Diversi sono i vantaggi e gli svantaggi: le famiglie hanno solo da scegliere qual è la soluzione che meglio si adatta alle proprie esigenze.

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