Riscatto della laurea per la pensione: no alla neutralizzazione

La Corte Costituzionale ha precisato che non è possibile neutralizzare il periodo di contribuzione ottenuto tramite il riscatto della laurea per uscire dal sistema retributivo e tornare nel misto così da ottenere una pensione più alta.

Secondo la Corte, non è possibile scegliere il sistema di calcolo della pensione in base a una valutazione effettuata solo al momento del pensionamento.
 

Al momento della pensione, però, ha riscontrato che l’importo spettante (calcolato con sistema retributivo) sarebbe stato più basso di quello determinato con il sistema misto e pertanto ha chiesto la neutralizzazione del periodo riscattato (considerando anche che gli anni riscattati erano ininfluenti al raggiungimento del requisito contributivo previsto, condizione necessaria per l’annullamento).

Quindi, qualora un lavoratore che abbia riscattato gli anni di studi universitari con il metodo retributivo, si accorge che l’importo è più basso rispetto a quello determinato con il sistema misto, ora non può chiedere la neutralizzazione del periodo riscattato. Questo, perché secondo  la Corte,  per attivare il principio di neutralizzazione non è sufficiente che i contributi in questione, normalmente versati agli inizi dell’attività lavorativa, non abbiano effetto sulla maturazione del diritto alla pensione.

Fonte: Redazione ALDEPI

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