Novità sull’opzione donna nella nuova finanziaria


Opzione donna, è una forma di pensionamento anticipato che consente alle sole lavoratrici (sia del settore privato che pubblico) di uscire con uno sconto medio di 53 mesi (4,5 anni) rispetto ai requisiti ordinari a patto di accettare il ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo. Con l’ultima proroga, contenuta nella finanziaria 2022,1o strumento è stato utilizzato dalle lavoratrici in possesso di 35 anni di contributi e 58 anni di età (59 anni le autonome) entro il 31 dicembre 2021. Più un meccanismo di differimento nell’erogazione del primo rateo pensionistico (la cd. «finestra mobile») di 12 mesi dalla maturazione dei citati requisiti (‘1 8 mesi le autonome).
Ma la finanziaria di quest’anno, cambia alcune regole di gioco, vincolando l’accesso tramite una condizione soggettiva e rendendo così l’accesso, non più libero.

Quali sono le condizioni che deve rispettare la lavoratrice per poter usufruire dell’opzione donna?

Per garantirsi l’opzione donna, la persona dovrà rispettare uno dei seguenti profili:

  • svolge assistenza al momento della richiesta di prepensionamento e da almeno sei mesi al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 1041/1992), ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni d’età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • soffre una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%:
  • è lavoratrice licenziata o dipendente da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa.

In aggiunta, la finanziaria 2023 prevede anche un cambiamento riguardo i requisiti anagrafici. Infatti potranno accedere le lavoratrici in possesso di 60 anni (sia dipendenti che autonome) unitamente a 35 anni di contributi maturati (entrambi i requisiti) entro il 31 dicembre 2022. Il requisito anagrafico scende di un anno (59 anni) in presenza di un figlio e di due anni in presenza di due figli (58 anni). Restano confermate le finestre mobili di 12l18 mesi. Per cui la prima finestra di decorrenza utile per le autonome che hanno maturato i requisiti nel 2022 si aprirà il 1′ agosto 2023, mentre per le dipendenti il 1′ febbraio 2023. Le ultime incluse nella proroga (cioè che maturano i requisiti nel dicembre 2022) vedranno aprirsi la finestra rispettivamente il 1’luglio 2024ed il 1’gennaio 2024. Resta ferma pure l’impossibilità di cumulare gratuitamente – al fine di integrare r35 anni di versamenti – la contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali.
E’ bene ricordare che la stretta non riguarda coloro che hanno maturato (o che matureranno) i requisiti anagrafici e contributivi previsti a legislazione vigente (cioè 58/59 anni di età unitamente a 35 di contributi) entro il 31 dicembre 2021 . E ciò ancorché la decorrenza della pensione si collochi successivamente al 31 dicembre 2022. Per queste platee non cambia nulla e, quindi, potranno continuare ad usufruirne senza il rispetto dei nuovi paletti imposti dalla finanziaria2023.

Fonte: Redazione ALDEPI