Il disegno della legge bilancio 2023 diviso in 7 punti

  1. PENSIONE ANTICIPATA FLESSIBILE (cd. Quota 103)

    Sarà questo il nome della nuova tipologia pensionistica in vigore per il 2023 con cui si potrà accedere alla pensione maturando almeno 41 anni di contribuzione e 62 anni di età anagrafica.

    Come previsto per le precedenti tipologie di pensione anticipata (quota 100 e quota 102), la pensione quota 103 non sarà cumulabile con l’attività lavorativa dipendente o autonoma (unica cumulabilità possibile con il lavoro autonomo occasionale nel limite di € 5000,00 lordi). Va quindi cessata l’attività lavorativa (autonoma o dipendente).

    La particolarità riguarda il tetto massimo in merito all’importo della pensione, che sarà di cinque volte il trattamento minimo (ovvero 563,73 x 5 = 2818,65 per il 2023). Qualora la pensione abbia un importo maggiore, la parte eccedente comincerà ad essere erogata a partire dal compimento dell’età pensionabile (oggi 67 anni).

    Per coloro soddisfano già i requisiti entro dicembre 2022, la prima decorrenza possibile sarà il 1° aprile 2023, mentre per chi matura i requisiti successivamente ci saranno tre mesi di “finestra” dalla maturazione del requisito (es. maturazione del requisito a marzo 2023, decorrenza della pensione 1° luglio 2023).

    Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, la prima decorrenza utile sarà 1° agosto 2023 (per requisito entro dicembre 2022), mentre per requisiti maturati successivamente occorreranno 6 mesi di “finestra”. La stessa tempistica riguarda il preavviso da dare alla P.A.

    In riferimento al settore scuola, ai fini dell’accesso a quota 103 è necessario che le dimissioni vengano trasmesse tassativamente entro il 28/02/2023, con accesso alla pensione da settembre 2023. (Approfondimento presente in questo articolo).

  2. PROROGA APE SOCIAL

    Stessi requisiti previsti precedentemente, da maturare entro il 31/12/2023.

  3. PROROGA OPZIONE DONNA

    La facoltà di accesso alla pensione per le lavoratrici, optando per il sistema contributivo, è stata prorogata anche per il 2023. Tuttavia, oltre al requisito dell’età, che è stato portato a 60 anni (con riduzione di un anno per ogni figlio, max due anni di riduzione) e al requisito contributivo di 35 anni di contribuzione, è stato aggiunto un requisito soggettivo (lo stesso previsto per APE Social).

    Possono accedervi, quindi, le lavoratrici che si trovino in una delle seguenti situazioni: caregiver (ovvero che assistono un familiare con handicap grave ai sensi dell’art. 3 co.3 della legge 104/92); invalidità civile riconosciuta almeno per il 74%; licenziate da aziende in crisi, per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale. (Approfondimento presente in questo articolo)

  4. RIFORMA REDDITO DI CITTADINANZA

    RDC non durerà più 18 mesi, ma al massimo sarà erogato per 8 mensilità (ad eccezione di invalidi civili, nuclei con minorenni o soggetti con più di 60 anni).

    Sarà obbligatorio partecipare a corsi di formazione/riqualificazione professionale, pena la perdita del beneficio.

    Eventuale attività lavorativa instaurata durante la percezione dell’RDC sarà pienamente cumulabile entro i 3000€ lordi.

    Dal 2024 RDC verrà abrogato e sostituito da una nuova misura.

  5. ASSEGNO UNICO

    Aumento del 50% dell’assegno in caso di figli < 1 anno di età (stesso aumento in caso di nucleo familiare con più di tre figli).

  6. CONGEDO PARENTALE

    Per tutte le maternità obbligatorie scadenti successivamente al 31/12/2022, sarà possibile richiedere il congedo parentale all’80% della retribuzione (aumento riguardante un solo mese, per i restanti resta erogato il 30%).

  7. AUMENTI PENSIONI

    Un “bonus” che fa aumentare le pensioni minime a 570 euro nel 2023, e circa 580 nel 2024. Le rivalutazioni sono divise in sei fasce:

    Rivalutazione piena entro i 2100,00 lordi; 80% fino a 2625,00 lordi; 55% entro i 3150,00 lordi; 50% fino a 4200,00 lordi; 40% fino a 5250,00 lordi; oltre il 35%.



Fonte: Redazione ALDEPI